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Addavenì il 2012 !

Uno dei tormentoni mediatici, letterari e anima di convegni e dibattiti degli ultimi anni è: cosa succederà nel 2012?

Già, perché secondo alcune tradizioni, ma non tutte, fra soli tre anni dovrebbe verificarsi un evento, o forse una serie di eventi, o forse qualcosa di assolutamente imprevedibile, per cui vi sarà una specie di "selezione naturale" fra gli individui del pianeta, alcuni dei quali potranno accedere al prossimo livello (come nei video giochi) mentre gli altri ... non si sa!

Ora non mi interessa prendere in esame e argomentare sulle teorie arcaiche o neo-quantistiche a supporto di questa tesi, ma utilizzarla invece come stimolo per una riflessione personale.

La prospettiva di avere tre soli anni di fronte a noi dovrebbe spingerci verso un cambiamento di rotta nella nostra vita: come mantenere infatti le vecchie abitudini, basate sulla continuità con il passato, sulla ricerca di sicurezza riposta nell'accumulo di beni materiali, sull'appartenenza a gruppi sociali e comunità che impongono codici comportamentali formali e conservativi?

Il conto alla rovescia ci farebbe porre mille domande sul senso dell'esistenza, interrogandoci sui nostri valori, sui nostri principi, sull'effettivo utilizzo dei nostri talenti (ricordate la parabola?).

Di più. Le confuse e poco chiare indicazioni sull'argomento, esposte dalle varie teorie, hanno comunque un comune denominatore: è possibile (anzi, altamente raccomandabile) prepararsi ad affrontare questo momento storico per utilizzarlo come un volano nell'evoluzione individuale e collettiva.

Prepararsi significa soprattutto lasciar andare le ovvie resistenze prodotte dalle nostre paure e aprirsi ad un più elevato livello di consapevolezza di sé e della reale natura dell'esistenza e ad una più ampia capacità di amare (obiettivo che mi piace comunque proporre indipendentemente dall'avvicinarsi dell'anno cruciale).

Perché non approfittare allora di questo stimolo per prenderci la responsabilità sulla nostra vita e superare quella pigrizia esistenziale che ci fa dire "tanto io sono fatto/a così, non posso certo cambiare" cominciando invece ad osservarci con più attenzione per cogliere quali aree di miglioramento nella nostra vita possono diventare occasione di crescita personale?

Perché non porci come obiettivo, comunque vadano le cose, di trasformare i nostri pensieri negativi e limitanti in pensieri positivi e costruttivi e, come diceva Jannacci, "vedere di nascosto l'effetto che fa"!

Perché non darci una chance per una vita diversa, basata su relazioni empatiche e nutrienti, riscoprendo il valore (e il bello) di una maggiore essenzialità nei comportamenti, nelle abitudini, negli stili di vita.

Una vita basata più sui valori che sulle convinzioni, nella quale le nostre qualità trovano il miglior terreno per esprimersi e ricevono grande riconoscimento. Potrei continuare la descrizione del mio mondo ideale, ma lascio ad ognuno elaborare la propria.

L'invito resta comunque quello di ritrovarci TUTTI nel 2013 un po' migliori e in un mondo un po' migliore!