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Due, nessuno, duecentomila ....

 Continua la riflessione sul "siamo tutti uno"...

Mi rendo conto che l'estrema sintesi del mio intervento di ieri (Uno, nessuno, centomila, ...) poteva dar luogo alla sensazione di una posizione pregiudiziale e addirittura di un giudizio tout-court sull'utilizzo di tale espressione: "siamo tutti uno". E, viste le reazioni ed i commenti, così è stato ...

Allora vedrò di sviluppare meglio il mio pensiero.

Il paradosso di questa affermazione è che, mentre essa è normalmente utilizzata per sostenere e proporre un sentimento di fratellanza sulla base ti tale presunta (o vera) comune origine, e dunque un comportamento coerente con tale condizione (più accettazione, amorevolezza, comprensione, ecc.)  la deduzione che se ne dovrebbe trarre, da un punto di vista logico, è invece che poco importa cosa ognuno esprime o manifesta, anche nei confronti delle altre persone.

Infatti, se siamo tutti uno, chi è il soggetto che agisce e chi quello che subisce o  reagisce? Sempre lo stesso, verrebbe da rispondere. E allora dove è il problema se questo unico soggetto crea e manifesta qualunque tipo di esperienza? Chi viene veramente danneggiato? Chi decide cosa fare o non fare? Chi stabilisce le "regole del gioco", "il bene e il male", ecc. E, soprattutto a chi lo impone?

Il tutto-che-è uno comprende nell'universo i buchi neri che distruggono le galassie, i vulcani e i terremoti che distruggono gli esseri viventi, il leone che mangia la gazzella e i Bin Laden che odiano e attaccano  l'Occidente, e dall'altro ne fanno parte le galassie distrutte dai buchi neri, gli esseri viventi uccisi dai terremoti e dai vulcani, le gazzelle mangiate dai leoni, gli occidentali attaccati dai Bin Laden, ecc ...

Dal tutto-che-è-uno non si può uscire, è una condizione inevitabile, è la natura di tutto (ma proprio tutto) ciò che esiste e che si manifesta nella infinita varietà delle sue possibilità, all'interno delle quali rientra tutto (ma proprio tutto) ciò che si manifesta nella impermanente forma della nostra apparente individualità.

Come vedete la mente logico-razionale va un po' in tilt e viene spontaneo cercare rifugio in concetti più astratti quali "i valori", "l'amore",  "l'anima", ecc. e, attenti, non tirate fuori Dio, altrimenti le cose si complicano tremendamente!

Infatti, purtroppo, se introduciamo un altro soggetto ancora, nominalmente e, per molti, sostanzialmente, diverso da noi esseri umani, far entrare il tutto-che-è-uno nella nostra testa è come pretendere di infilare un SUV nella cassetta delle lettere ...

Mi fermo qui perché queste righe vogliono essere solo uno stimolo ( be you guru!) e sottoscrivo il pensiero che: "è più importante porsi una buona domanda che trovare una buona risposta" ....