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Il Buddha e la fisica

Una dei pensieri attribuiti a Buddha che preferisco, suona all'incirca così: "Tutto ciò a cui ti opponi permane e si rafforza, ciò che guardi e riconosci si dissolve".

Esiste poi il terzo principio della dinamica che dice: "Ad ogni azione corrisponde una reazione di uguale intensità ma di direzione contraria".

Trovo molto simili i due assunti: in pratica il tentativo di liberarsi di qualcosa opponendovisi, ovvero appliacandovi una foza, produce l'effetto opposto, ne ricaviamo cioè una reazione che lo aumenta e lo  rafforza.

Normalmente accade invece che di fronte al fallimento dei nostri tentativi il nostro pensiero sia di non avervi applicato abbastanza forza e dunque insistiamo caparbiamente nell'opposizione, con scarsi risultati ed un grande dispendio di energia.

Già il "signor Buddha" 2500 anni fa, ci insegnava invece la giusta via per affrontare le situazioni con atteggiamento meno oppositivo: guardale in faccia (consapevolezza) e riconoscile (accoglienza).

Già il riconoscere cosa sta agendo veramente in quel momento depotenzia notevolmente la nostra spontanea reazione, soprattutto quando ci rendiamo conto che ad attivarsi sono vecchie ferite che poco hanno a che fare con il qui e ora.

Inoltre, lasciar andare ogni tentazione  di giudicare (e tantopiù di condannare) ed aprirci invece all'accettazione prima e all'accoglienza poi ci permette di integrare ogni esperienza in senso evolutivo, là dove prima reagivamo in senso conservativo (= sopravvivenza).

Un'ultima considerazione delle tante che questa potentissima frase mi stimola: facciamo attenzione anche alla vera natura di certe scelte, pur se fatte con l'obiettivo apparentemente positivo di migliorare, crescere ed evolvere, ed interroghiamoci piuttosto se non ci stiamo opponendo a qualcosa, magari una parte di noi stessi .... sarebbe una battaglia persa ... parola del "signor Buddha"!