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Il grande inganno

Leggo, ascolto, osservo, cerco di capire, qualche volta intuisco, e ho maturato nel tempo l'impressione, anzi, la convinzione, che siamo spesso oggetto di un grande inganno. Quale?
Che molti dicono di spiegarci "il perché", invece ci spiegano "il come".

E' un sottile inganno ideologico che equivale a dire che uno che si è gettato dal tredicesimo piano di un grattacielo è morto perché la forza di gravità lo ha fatto cadere verso il suolo con una accelerazione che i più "esperti" possono anche citare, cercando di impressionarci, come pari a 9,82 m al secondo al quadrato. Falso!
Il poveretto è morto perché si è buttato! Lo schianto al suolo è il "come" è morto!

OK, l'esempio è un po' macabro ma sono sicuro che è chiaro.
Dunque attenzione: portiamoci sempre in tasca la "torcia del perché" con la quale illuminare le spiegazioni e la nostra comprensione delle cose.
Ci accorgeremo allora, forse con una certa inquietudine, che nella maggior parte dei casi il perché della vita o non ci è noto o non è proprio raggiungibile, soprattutto usando i consueti parametri e categorie interpretative.

Oramai è sempre più condiviso e accettato che lo studio delle leggi di natura (comprese quelle che riguardano l'essere umano nella sua funzionalità biologica) sono inadeguate a fornire le risposte ultime alle nostre domande, che necessariamente sono rimandate alla metafisica, oltre la realtà empirica e sensibile.

Ma qui rischiamo di finire dalla padella alla brace, semplicemente spostando di un livello il consueto gioco (come nei videogame, appunto) e ritrovarci a trasporre leggi, regole, funzioni, ecc. nel non materiale, pensando di aver fatto progressi.
Ecco allora che cerchiamo spiegazioni nelle energie "sottili" nel non visibile, nello "spirituale" ecc. ecc. ma sempre con quel bisogno di trovare un perché che ci porta a identificare (o meglio, a voler identificare) le cause ultime della realtà, l'origine profonda delle esperienze nelle leggi che sembrano governarla, a qualunque livello.

Questo in fondo ci basta e ci rassicura, perché la vera risposta al perché delle cose, ci terrorizza fin nel profondo delle ossa e non siamo veramente pronti ad accettarla, anche se è la condizione per quella libertà che sembra contraddistinguere l'essere umano.