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Il Sarchiapone

Quelli che hanno almeno i miei anni ... ricorderanno uno sketch del grande Walter Chiari nel quale egli entrava in uno scompartimento di un treno tenendo in mano una gabbia coperta da un panno e dichiarava all'unico passeggero presente che in essa c'era un "Sarchiapone".

 

Per non ammettere la propria ignoranza su cosa fosse un Sarchiapone l'interlocutore di Walter Chiari si impegnava con lui in una surreale discussione sulle caratteristiche di tale animale, arrivando a dichiarare che anche sua sorella ne aveva uno, però di sesso femminile e proveniente dal Nord America ...

Ovviamente la gabbia non è mai stata scoperta lasciando anche a noi il dubbio su cosa fosse veramente il Sarchiapone e, addirittura, se esistesse veramente.

Quanti Sarchiaponi incontro nelle conversazioni con le persone! Si usano termini e si parla di concetti oramai di utilizzo comune, ma il cui autentico significato ho spesso l'impressione che non sia ben chiaro!

Nella semantica esistono il significante ed il significato: il primo è il termine usato per indicare qualcosa (potemmo dire il "contenitore"), il secondo è l'oggetto a cui ci si riferisce (Il "contenuto") ed ovviamente per poter comunicare efficacemente il significante attribuito ad un certo significato deve essere convenzionalmente riconosciuto da tutti coloro che lo utilizzano, altrimenti è il caos linguistico e comunicativo.

Anche quando riusciamo a dare una definizione chiara, che definisce addirittura le caratteristiche precise del significato di un certo termine, ci troviamo infatti spesso a confrontarci con definizioni diverse dalla nostra, a dimostrazione che a fronte di un significante di uso comune non c'è sempre un significato convenzionalmente accettato da tutti.

Un significante di uso comune (molto comune) è il termine "anima", ma qual è il significato ad esso collegato? L'impressione che ho quando si parla dell'anima è che anch'essa sia spesso una sorta di Sarchiapone, ovvero che gli interlocutori cerchino di dimostrare che sanno esattamente di cosa stanno parlando ma, in realtà, nessuno ha mai veramente "visto" cosa c'è nella gabbia, né può mostrarne uno egli stesso.

Allora vogliamo sfidarci l'un l'atro a scoprire la gabbia del Sarchiapone per termini quali: Dio, anima, amore, felicità, gioia, ecc. ..?

Questa operazione di "verità" con noi stessi ci permetterebbe di renderci conto che molti dei concetti da noi utilizzati anche comunemente non derivano in realtà dalla nostra esperienza diretta, ma sono solo il prodotto di un influenzamento educativo, culturale o sociale.

Riportiamo definizioni altrui, di seconda, terza o ennesima mano, come se fossimo assolutamente sicuri che in quella gabbia, sotto il panno, c'era davvero un Sarchiapone ed aveva esattamente quell'aspetto.

Cosa succederebbe se condividessimo solamente quella che è la nostra esperienza?