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L'ovetto Kinder.

In un momento di "pausa" dalle normali attività, ecco  presentarsi una serie di pensieri negativi e giudicanti che alterano il mio stato d'animo ...

E mentre da una parte la mente dialoga con il giudice interiore (che rincara la dose di critiche per lo "spreco" di tempo) e un'altra parte cerca di capire come gestire al meglio il malessere e la pesantezza che sento in quel momento, ecco che un terzo pensiero si incunea fra i due e crea una breccia ...

Mi rendo conto che sono di fatto in uno spazio vuoto e che ho la possibilità di scegliere come riempirlo! Un ovetto Kinder la cui sorpresa è nelle mie mani, posso decidere che cosa troverò e dunque come mi sentirò.
Fermiamo le macchine! Stop ai pensieri automatici e alle emozioni conseguenti! Non sono obbligato a seguire inesorabilmente gli abituali processi mentali che, motivati dal bisogno o dalla paura per la sopravvivenza, se da un lato fanno quello che possono per trovare una soluzione al problema (con scarsi risultati) dall'altro, di fatto, abbassano la mia energia  e appesantiscono la situazione.

Mi ricordo che "la gioia può nascere solo dalla gioia", e che come diceva Osho nel suo discorso "Sii come una canna di bambù", dobbiamo cercare di essere nell'azione più che nell'attività, quest'ultima è una esigenza interiore che deriva, come detto, dai nostri bisogni e dalle nostre paure, mentre la prima è una richiesta che ci arriva dall'universo, alla quale sarebbe cosa ottimale rispondere da uno stato di rilassamento.

Allora, visto che in questo momento mi è stato regalato un ovetto Kinder, vado a riempirlo con l'energia del respiro cercando di fare spazio al contattto con la gioia, l'amore ed il piacere che sono già dentro di me .... il ché mi fa capire che ... l'ovetto Kinder  ... sono io!