Immagine

Ma cosa respiriamo veramente?

Una considerazione che ho già espresso più volte riguarda la possibilità di approfondire la conoscenza della natura di ciò che davvero respiriamo. Fino ad ora ci siamo fermati ad un’analisi chimico-fisica dell’aria, ponendo la nostra sui gas e sugli altri elementi in essa presenti, come se l’etere fosse semplicemente un veicolatore di medicine e queste medicine fossero appunto, l’ossigeno, l’azoto, ecc.

Ma la nuova visione e le nuove frontiere della fisica quantistica e della medicina, non potranno ignorare ancora a lungo l’aspetto energetico dell’etere nel quale siamo immersi.

Le tradizioni più antiche parlano di prana, chi, qui, ma anche il sempre compianto Wilhelm Reich stava esplorando quella che lui chiamava l’energia orgonica presente nell’etere in forma di microsferule, proprio nell’aria che immettiamo dentro di noi.

Tralasciando quel manipolo di “folli” (detto con affetto) che ritengono di poter vivere soltanto attraverso la respirazione e il prana (l’australiana Jasmuheen lo sta però facendo da anni …) perché non si studia questo aspetto energetico dell’etere?

Vale comunque la pena di estendere il campo di indagine della ricerca medica e scientifica non fosse altro che per il principio consolidato che la materia è comunque energia, e dunque anche l’atto respiratorio è un modo per interagire con l’energia in una delle sue tante forme.