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Scegliamo davvero?

La moglie di un mio conoscente gli ha comunicato, con quello che (secondo lui) è stato un autentico fulmine a ciel sereno, di aver "deciso" di interrompere la loro relazione dopo nove anni e che la sua decisione era definitiva e irremovibile, tanto da rifiutarsi persino di discuterne con lui, da soli o con il sostegno di un consulente coniugale.

Ripercorrendo con lui quelli che potevano essere i temi caldi del loro rapporto, ci siamo resi conto che, in effetti, la loro relazione era stata impostata fin dall'inizio secondo il classico schema genitore/figlio e che la notevole differenza di età alimentava sicuramente un modello di controllo e di "gestione" della  compagna finalizzato al soddisfacimento dei bisogni e dei desideri di lui.

Insomma un rapporto squilibrato nel quale non vi erano due adulti che si confrontavano e crescevano insieme ma, come detto, un padre ed una figlia che cercavano di mantenere uno status quo inizialmente soddisfacente per entrambi ma poi sempre più stretto per lei.

Ad un certo punto lei, incapace di un dialogo maturo,  è "scoppiata" sotto la pressione di tutto ciò che aveva accumulato negli anni e ha "deciso" di interrompere la relazione. 

Il punto che voglio sottolineare con queste riflessioni è il seguente: la "decisione" è stata davvero una scelta o piuttosto una reazione?

Quando prendiamo delle decisioni spinti dal bisogno (soprattutto quello primario di sopravvivenza) o dalle nostre paure, esse sono davvero delle "scelte"?

Per scegliere dobbiamo avere più possibilità e la scelta è veramente libera quando ha (come ci ricorda Krishnamurti) una base di accettazione per tutto quello che c'è, per poi optare per ciò che è meglio per noi in quel momento.

"Saltare dalla finestra" non è una possibilità che rende il nostro "mangiare la minestra" una scelta libera ... quando è in gioco la nostra stessa sopravvivenza (fisica, psichica od emotiva) non c'è scelta ... ma solo reazione, in barba alla nostra libertà e spesso anche al nostro autentico bene se la reazione è quella della nostra parte infantile e più condizionata dai nostri schemi inconsci.