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Scusa se non ti chiamo amico!

Una sorprendente riflessione smonta la mia  romantica visione dell'amicizia!

Durante una piacevole occasione conviviale, una persona che conosco da più di dieci anni si compiaceva con gli altri commensali del fatto che, pur vedendoci una o due volte all'anno e sentendoci telefonicamente non più di una volta ogni due-tre mesi, il nostro rapporto continuava nel tempo ed era sempre caratterizzato dal piacere di rivederci e sentirci.

Al ché la mia compagna lo gelava ( e smontava la mia romantica visione dell'amicizia) affermando: " Bello sforzo! Vorrei vedere a starci insieme tutti i giorni!". Risata generale.

Lasciamo da parte quella che so essere stata solo una battuta (non c'era nessuna mal celata acredine) ma quelle parole mi hanno squarciato un velo di illusione! 
In effetti, qual'è il merito, la bravura, lo sforzo, il valore, ecc. di ritrovarsi ogni tanto per trascorrere qualche momento di svago insieme? Come può questo essere considerato la prova di una amicizia che viene addirittura definita "solida" solo perché tale consuetudine continua da un po' di anni?

Che delusione! In effetti la qualità principale di un rapporto di amicizia forse dovrebbe essere la costanza e la continuità, ma assidua, non occasionale ed estemporanea.

Così come nelle coppie, è la quotidianità fatta di situazioni molto diverse fra di loro la vera sfida anche delle relazioni di amicizia.

Mi ritorna in mente la formula utilizzata nei matrimoni che riadatterei nelle dichiarazioni di amicizia: "Prometto di esserci sempre per te, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, di accettarti così come sei e di rispettarti e sostenerti ogni giorno della mia vita"!

Per cui, caro compagno di tour enogastronomici, scusa se non ti chiamo amico!